La Nemica

Arcigna donna
in turpe veste nera.
Il suo trastullo è l’uomo,
oggetto del suo scherno.
Lo attende al varco impreparato
e stanco.
Lo fissa, lo motteggia e ride
tra il lampo oscuro
di due occhiaie sozze.
Acidula, sorniona, repellente,
accenna a un passo
e si ritrae furtiva.
Si muove in girotondo,
largo,
e sguaiata si dimena.

(novembre 1956)