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I diritti dei bambini

Carissima Anna, nipotina amatissima, frugoletto innocente ed ignaro, boccuccia incantata, oggi, 23 gennaio, hai compiuto un anno. Il caso ha voluto che tu nascessi nel giorno del mio compleanno e così il primo anniversario di un così splendido evento lo festeggiamo insieme. In questi dodici mesi ti ho tenuto tante volte tra le mie braccia e il tuo calore mi ha scaldato intensamente il cuore. Stretta a me, tante volte, soavemente, ti sei persa, occhi marini, in imperscrutabili sonni. Mi hai dato la gioia di farmi sentire nonno di tutti i bambini del mondo, come te bisognosi di protezione e di affetto e in diritto di felicità. Crescerai, festeggeremo altri compleanni insieme, ma quando sarai donna io non ci sarò più.

Non potrò dirti nulla della vita, delle sue insidie, delle sue crudeltà, ma soprattutto non potrò parlarti dei diritti negati a tanti bambini.
Allora, cesellata miniatura, te ne parlo adesso, a futura memoria, fintanto che le forze ancora mi sorreggono e la mente non mi tradisce.
I bambini, tutti i bambini del mondo hanno il diritto di nascere sani e invece la natura insidia il loro aprirsi alla vita. La sanità pubblica e la ricerca scientifica non sono in grado di prevenire le migliaia di malattie infantili presenti nel nostro pianeta e così centinaia di migliaia di bambini nascono ogni anno con i segni dolorosi di affezioni croniche, talvolta curabili, altre volte, troppe volte, senza speranza di terapia.
Tu sei nata sana. Sei stata fortunata. Splendi di bellezza e il tuo corpicino vibra di voglia di vivere.
Non ne hai naturalmente consapevolezza e, come un fiore, semplicemente vivi e cresci. Non ne hai neppure alcun merito. Semplicemente la natura è stata generosa con te.
I bambini, tutti bambini del mondo hanno il diritto di non vedere tarpate le loro ali dalla povertà e dall'ignoranza e invece in tante, in troppe parti del mondo soffrono la fame o, crescendo, non possono godere i frutti dell'istruzione. I Paesi ricchi fanno troppo poco per aiutarli.
Tu sei nata senza ostacoli al creativo sviluppo della tua persona. Già ti eserciti nei primi apprendimenti infantili e potrai sicuramente percorrere tutti i gradini dell'istruzione e, se avrai qualche talento, potrai scegliere la strada che più potrà darti soddisfazioni nella vita. Così un giorno potrai dirti fortunata.
I bambini, tutti i bambini del mondo hanno il diritto di crescere liberi , senza che altri facciano per loro le grandi scelte di vita. Ai bambini basterebbe crescere imparando a leggere, a scrivere e a far di conto ed essere messi nelle condizioni di formarsi, poco alla volta, opinioni personali e di arrivare all'età della ragione in cui potere scegliere, con libertà, dove voler stare. E, invece, in tutte le parti del mondo, i bambini vengono ‘costruiti', consapevolmente o inconsapevolmente, per appartenere a formazioni storicamente strutturate.
Tu sei sbocciata alle gioie e alle scoperte dell'infanzia e chi ti circonda avrà cura di non anticipare le tue opzioni di vita. Semplicemente ti metterà a disposizione tutte le occasioni possibili perché tu, in piena autonomia, possa formarti una personalità indipendente e capace di orientarsi nelle complessità dell'esistenza. Penso che sarà un vantaggio per te.
Cara, tenerissima bambina, potrai un giorno condividere le mie idee? Non lo so, lo spero. Ma un avvertimento ti devo dare per quando incomincerai a capire e a riflettere. Non immaginare che le idee possano germogliare senza cure nella tua mente. Solo dalla lettura dei libri, di tanti, di tantissimi libri, dove sono raccolte le riflessioni, le emozioni, le speranze e le disperazioni degli uomini attraverso i secoli, potrai trovare le ragioni per superare il naturale pessimismo che nasce dall'esperienza e capire che bisogna ‘compatirsi' per poter far fronte al duro mestiere del vivere e per creare le condizioni affinché gli uomini possano vivere in pace, sostenendosi a vicenda.
Sarà difficile che quei diritti, primari e inalienabili, diventino realtà per tutti. Ma è importante avere consapevolezza che, senza la loro attuazione, tanta parte dell'umanità, la più esposta al rischio di ogni possibile offesa, continuerà a soffrire una condizione di penalizzante inferiorità.
Per tutte le considerazioni che ho fatto, mi piacerebbe che la mia fragile bambina, un giorno, nella forma a lei più congeniale, potesse diventare un tenace “difensore” dei bambini.
Cara Anna, ti sto caricando di troppe aspettative? Quando sarai una giovane indipendente, se avrai questa impressione, getta alle ortiche le prediche di un vecchio brontolone e segui liberamente la tua via.

 

(“EX”, gennaio 2004)

Rivista "EX"

Il periodico “EX” è la rivista dell’Associazione Emofilici e Talassemici di Ravenna.
Tutto ciò che è contenuto in questo sito è stato prima pubblicato su “EX”.
“EX” è stato fondato nel 1974 da Vincenzo Russo Serdoz, “un grande uomo”, che la malasanità italiana ci ha strappato prematuramente.
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