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Ma i bambini hanno il diritto di nascere sani?

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L'uomo è parte della Natura; ne è la parte, diciamo così, “nobile”. La Natura, che osserva fuori di sé, lo “incanta” con la sua bellezza, anche se gli appare come una forza “cieca” quando, all'improvviso, si scatena seminando distruzione e morte. Nella sua lunghissima evoluzione, l'uomo ha sviluppato una facoltà che manca agli altri esseri viventi: la ragione. Essa gli ha consentito, nel tempo, di capire i meccanismi fisici che determinano gli sconvolgimenti naturali, anche se non gli dà la possibilità di contrastarli che in piccola misura.
Con la ragione, l'uomo si è misurato con tutti i problemi che travagliano la sua esistenza e, pur tra infinite difficoltà, è riuscito a creare sufficienti difese contro tutto ciò che ne insidia la sopravvivenza.
Nel tempo, l'uomo ha anche capito di doversi difendere da se stesso. Quando è in preda ai suoi istinti, quando nulla ne frena la pericolosa affermazione individuale, l'uomo può creare per sé più danni di quanti ne crei la Natura con la sua invincibile violenza. Così, a poco a poco, attraverso lunghe e dolorose battaglie, la parte migliore dell'uomo ha creato i “diritti” a difesa dei singoli e per una ordinata vita sociale.
Ma un diritto non è ancora stato affermato con forza e con determinazione in tutto il mondo: il diritto dei bambini di nascere sani! E, soprattutto, questo diritto non è stato tradotto in atti legislativi di singoli Stati o anche solo in documenti internazionali di indirizzo legislativo.
Provate a leggere tutti i quarantuno articoli della Prima Parte della “Convenzione sui diritti dell'infanzia”, approvata dall'ONU il 20 novembre 1989. Anche se, come è stato affermato da una fonte autorevole, con questa Convenzione “si ottiene una protezione piena e completa dell'infanzia”, non troverete nessun accenno a quel diritto. Perché? Come mai una così macroscopica omissione?
Il problema è sicuramente complesso e non sarà facile dargli soluzione. Comunque, tutti dovrebbero averne consapevolezza e tutti, individui e organizzazioni statuali, dovrebbero essere messi di fronte alle loro responsabilità.
Sgombriamo innanzitutto il campo dalla mielosa retorica che i figli sono sempre benvenuti, sani o gravemente ammalati che siano; che i genitori sono sempre disposti a sacrificarsi per i figli handicappati; che la sofferenza dei figli affetti da severe patologie è un buon viatico per ricompense future.
La nascita di un figlio gravemente ammalato è sempre un dramma per i genitori che erano del tutto ignari dei rischi che il concepimento comportava, ma non è minore la sofferenza per chi, pur conoscendo quei rischi, si trova nella condizione di dover far fronte a seri problemi di assistenza.
Prima di continuare, a scanso di equivoci, preciso subito che ai bambini che nascono gravemente ammalati o con severi handicap va assicurata la più esauriente tutela sanitaria e sociale, sia alla nascita che nello sviluppo futuro e, al riguardo, vanno benissimo i principi e le indicazioni operative della citata “Convenzione sui diritti dell'infanzia”.
Ma quello che voglio affermare con forza è che si dovrebbe cercare di evitare che nascano bambini che, al nastro di partenza della vita, si trovino svantaggiati rispetto ai bambini fortunati che nascono in buona salute.
Allo scopo, bisognerebbe innanzitutto convincere gli adulti che i figli non devono nascere solo per la gioia dei genitori; che i bambini che nascono devono essere titolari di diritti come tante altre categorie di cittadini e che, quindi, il loro concepimento deve essere sempre responsabile, deve cioè essere sempre preceduto da attente e approfondite analisi sui rischi di malattie o handicap gravi alla nascita.
Spetterà agli Stati, con una oculata legislazione e con adeguati servizi di prevenzione, creare le condizioni perché il diritto di nascere sani abbia la prevalenza su altri diritti pure tutelati, ma di minore rilevanza rispetto a quelli di chi non deve subire i disagi permanenti che possono derivare da concepimenti spensierati o dalle sole esigenze psicologiche o di assetto familiare dei genitori.

("EX", ottobre-novembre 2005)

Rivista "EX"

Il periodico “EX” è la rivista dell’Associazione Emofilici e Talassemici di Ravenna.
Tutto ciò che è contenuto in questo sito è stato prima pubblicato su “EX”.
“EX” è stato fondato nel 1974 da Vincenzo Russo Serdoz, “un grande uomo”, che la malasanità italiana ci ha strappato prematuramente.
Dal 1982, “EX” è diretto da Brunello Mazzoli.

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