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Liberiamo i bambini!

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Liberiamo i bambini!
Da chi?
Dagli adulti. O, meglio, dagli adulti che non capiscono o che non vorranno capire che i bambini devono crescere “liberi”.
Ma non risulta a nessuno che i bambini crescano “in catene”.
In apparenza è così, ma ci sono catene “invisibili” che rendono i bambini “prigionieri” dei pregiudizi degli adulti.
Forse è necessaria qualche spiegazione.
A qualsiasi latitudine, sotto qualsiasi cielo, i bambini sono “educati” a credere nelle “verità” degli adulti.
Ancora non è chiara la questione.
Gli adulti hanno “valori” consolidati per i quali sono disposti anche a sacrificare la vita.
La cosa sembra apprezzabile.
Lo sarebbe se quei valori fossero sempre condivisibili, ma purtroppo non è così.
Bisognerebbe spiegare meglio.
Il mondo è pervaso da ideologie e da credenze irrazionali che generano sospetti, diffidenze, rancori, odi, che creano steccati, che impediscono il dialogo e la reciproca comprensione, che ostacolano la consapevolezza che tutti gli uomini sono uguali e che insieme devono trovare le ragioni di una convivenza pacifica e di un reciproco sostegno per superare le difficoltà della vita.
Questo è vero, ma che cosa c'entra con la “libertà” dei bambini?
Solo se i bambini potranno crescere senza essere “costretti” a condividere quelle ideologie e quelle credenze potremo sperare che le cose del mondo possano migliorare.
In che cosa dovrebbe consistere la “libertà” dei bambini?
Innanzitutto, nella possibilità di avere un rapporto originale con la Natura. Devono acquisire lentamente la consapevolezza di farne parte integrante, di esserne protagonisti, ma nello stesso tempo di essere “obbligati” a rispettarla, a non violarne le leggi, a “trarla” dallo loro parte, favorendone la straordinaria ricchezza. Ciò non significa che devono arrendersi a tutte le sue “incomprensibili” violenze. I bambini, non appena le loro capacità di apprendimento incominceranno a svilupparsi, devono essere messi in grado di capire come è strutturato l'Universo e devono imparare a conoscere in particolare il Pianeta in cui vivono, a imparare a non avere paura delle sue manifestazioni violente e, infine, ad apprendere gradualmente le precauzioni necessarie per non esserne vittime.
Sembrano indicazioni ragionevoli, ma le cose non stanno forse così oggi nel mondo?
Ci siamo davvero lontani: gli adulti “maneggiano” la Natura con troppa disinvoltura e con insufficiente consapevolezza dei grandi rischi che corre il genere umano e sulla Natura raccontano troppe favole ai bambini.
Ma come possono i bambini essere in grado di avere questo rapporto con la Natura e come possono sfuggire ai lacci delle ideologie e delle credenze irrazionali senza l'intervento degli adulti?
Gli adulti dovrebbero limitarsi ad insegnare ai bambini a scrivere, a leggere e a far di conto. Quindi, a stimolare la loro fantasia interessandoli al gioco creativo, al canto, alla musica, alla danza, al disegno e alla poesia. Ancora: dovrebbero far trovare intorno a loro tanti libri in casa e abituarli a frequentare le biblioteche, dove la loro curiosità possa trovare le risposte alle loro inclinazioni, dove possa formarsi e svilupparsi il loro spirito critico. Ancora: gli adulti dovrebbero far conoscere ai bambini il lavoro manuale portandoli nei luoghi dove esso si esercita e mettendoli alla prova. L'esito di queste esperienze dovrebbe poi portarli, nell'età della ragione, a saper scegliere dove e come collocarsi nell'ambiente in cui vivono.
Sembra un quadro alquanto utopistico.
Sì, se valutato con gli occhi di oggi, ma noi parliamo del mondo di domani.
Ma come sarà mai possibile arrivarvi?
Gli adulti di oggi che già condividono le idee che stiamo esponendo e soprattutto gli adulti di domani, che avranno già gradualmente goduto di una condizione di “libertà”, agiranno come se fossero dei giardinieri: sorveglieranno che i nuovi virgulti crescano bene, al momento giusto innaffieranno e concimeranno il terreno, ma con discrezione e con il massimo riguardo alla qualità di ogni esemplare.
E' difficile, è difficile condividere questi sogni avveniristici.
Senza sogni, non c'è futuro. Perché i nostri si tramutino in realtà, servono due condizioni preliminari. Innanzitutto, che il quadro di riferimento sia di assoluta garanzia di uguaglianza tra gli uomini. Occorre quindi che il pianeta diventi un immenso “stato di diritto”, in cui tutti abbiano un posto regolato da eque relazioni sociali ed economiche. In secondo luogo, occorre che la “comunicazione” sia resa veramente possibile.
Che cosa vuol dire?
La domanda ci consente di dare, in esclusiva per questa rivista, la notizia che tutti i bambini del mondo, ma proprio tutti, bianchi gialli e neri, ci hanno telefonato o scritto perché facciamo sapere a tutti gli adulti, ma proprio a tutti, in qualsiasi parte del mondo si trovino, che loro, i bambini, hanno estremo bisogno di comunicare tra loro, hanno tante cose di cui parlare, tante emozioni da condividere con i loro coetanei, e che, per questo, hanno bisogno di una lingua che sia capita da tutti. Al mondo ce ne sono tante di lingue: se ne scelga una. In questo caso viene lasciata libera scelta agli adulti [a dire il vero, molti hanno suggerito l'italiano, ma non ne fanno una questione di principio], ma, per favore, si decidano e facciano sapere quale lingua tutti i bambini del mondo devono imparare, per farla finalmente finita con questo insormontabile ostacolo (anche per gli adulti) al dialogo e alla comprensione. Ognuno impari naturalmente ogni altra lingua che desidera e gli piace, ma, per carità, una, uguale per tutti, deve servire perché i bambini si capiscano subito, qualunque sia il luogo in cui abitano.

Post scriptum. Quasi ogni giorno ci giungono, attraverso la stampa o la televisione, notizie drammatiche sulla vita di tantissimi bambini nel mondo. Ci è parso opportuno affidare a “ EX ” alcune “note” problematiche su questioni fondamentali che li riguardano. In fondo, “ EX ” è una rivista dedicata innanzitutto ai bambini: occupandosi di emofilia e di talassemia, è soprattutto a loro che indirizza la sua attenzione, perché è per loro che chiede interventi affinché la loro vita, al momento della nascita e poi in futuro, abbia le tutele che spettano a chi è stato meno favorito dalla Natura. Le “note” che avete appena letto rifuggono dalla odiata retorica, forse in certi punti sono alquanto perentorie, ma lo scopo era di far emergere con forza la reale condizione dei bambini di tutto il mondo, troppo spesso “strumenti” indifesi nelle mani degli adulti, troppo spesso traditi nella loro innocenza.

(“ EX ”, ottobre/novembre 2005)

Rivista "EX"

Il periodico “EX” è la rivista dell’Associazione Emofilici e Talassemici di Ravenna.
Tutto ciò che è contenuto in questo sito è stato prima pubblicato su “EX”.
“EX” è stato fondato nel 1974 da Vincenzo Russo Serdoz, “un grande uomo”, che la malasanità italiana ci ha strappato prematuramente.
Dal 1982, “EX” è diretto da Brunello Mazzoli.

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