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Preghiera

In un mondo lacerato da concezioni religiose tanto diverse tra loro e tanto in contrasto con le moderne acquisizioni scientifiche, è bello immaginare che, un giorno, tutti i popoli della terra, ognuno nella propria lingua, possano recitare la stessa preghiera, abbandonando incomponibili dispute e consentendo ai bambini di crescere senza costrizioni confessionali. Con molta immodestia, proviamo ad abbozzarne il testo.

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Dio indicibile che, per Tua imperscrutabile volontà, ti sei svelato ab aeterno nell'universo infinito, disseminandolo di innumerevoli e immensi corpi celesti, io mi inchino alla Tua potenza.
Della maggior parte di quei corpi so poco o nulla, ma so di questo in cui vivo, che mi appare di una sconvolgente bellezza. Di esso mi sento parte, piccola, infinitesima parte, ma partecipe della sua multiforme vitalità.
Non sembra estraneo il gioco nel fascinoso insieme di questa Tua minore creatura. Le hai dato forme primordiali e hai poi lasciato che si sviluppasse in modo autonomo, quasi a godere degli esiti imprevisti della sua evoluzione.
Le sue infinite varietà di vita hanno subìto, nel corso di milioni di anni, cambiamenti radicali e quella tormentata creatura che chiamiamo essere umano, da una condizione semplice e primitiva, ha raggiunto straordinarie capacità di riflessione e di azione.
Vivo in confidenza con la gran madre natura; accetto senza sconti il non facile mestiere di vivere e nulla chiedo oltre la morte, compagna inseparabile del mio passaggio in questo mondo.
Da questo corpo celeste, la cosa che più mi piace fare è guardare, nelle notti silenti e senza nubi, il cielo stellato. Le stelle sono la cosa più bella che il Tuo creato offra allo sguardo degli esseri umani. Guardandole, si può sognare.
Si può sognare che, in questo agitato giardino, proprio gli esseri umani sappiano trovare il modo di vivere in pace e in comunanza di intenti e imparino a rispettare la irrequieta natura che li circonda e a contrastarla solo quando è troppo violenta.
Sarà così? Ho colto forse l'intenzione ultima della Tua volontà per quanto riguarda i tanti viandanti di questo pianeta?
Credo di sì e spero che così sia!


I lettori di “EX” possono manifestare il loro consenso al testo o possono proporne eventuali modifiche e/o integrazioni.

(“EX”, gennaio 2008)


Rivista "EX"

Il periodico “EX” è la rivista dell’Associazione Emofilici e Talassemici di Ravenna.
Tutto ciò che è contenuto in questo sito è stato prima pubblicato su “EX”.
“EX” è stato fondato nel 1974 da Vincenzo Russo Serdoz, “un grande uomo”, che la malasanità italiana ci ha strappato prematuramente.
Dal 1982, “EX” è diretto da Brunello Mazzoli.

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